Visioni mistiche a Bracchiello
VISIONI MISTICHE A BRACCHIELLO
Da qualche tempo sto cercando di saperne di più sui piloni delle valli di Lanzo; mi documento e vado in giro a far foto.
Dopo la sorpresa della santa/madre Cristina con il serpente in mano e l'allineamento dei piloni a pochi centimetri dalla line a ideale Colle di Perascritta / Santa Cristina, ieri ne ho scoperta un'altra bella, state a sentire.
Cioè a leggere.
Nonostante qualche teoria cosmogonica supponga che per disegnare il mondo Dio mise il centro del compasso a Vru, io sono di diverso avviso e sposterei in Bracchiello tale ierofanica genesiaca supposizione ma tantè: sono aperto al palingenetico confronto e davanti ad un bicchiere di vino le sparerei anche più grosse.
Così girovagando per Bracchiello ricordavo un pilone nei pressi di una roccia che da bambino mi divertivo ad arrampicare; e quindi tosto recavomsi in cotal loco per fotografica documentazion.

Il sole non collaborava e si poneva esattamente opposto all'esposizione fotografica, così che il pilone diventava praticamente un'ombra nera stagliata nel cielo. Proprio per questo ho scattato comunque una foto, utile nei corsi di fotografia ad insegnar contrasti.
Ma in tali chiaroscuri già qualcosa s'intuiva d'anomalo; la croce sul pilone non era quella semplice e classica di ferro: sembrava quasi un'antenna composta da tratti diversi, alcuni divergenti ed altri quasi paralleli.
Convinto che il santo nel pilone non fosse affetto da bisogni televisivi mi sono arrampicato come da bambino sulla roccia per vedere meglio la croce e... ohibò.
Innanzitutto il materiale: tondino di ferro d'armatura, con la classica gibbosità che ne giustificava l'aspetto regolarmente inciso.
Con questo materiale è composto il Cristo in croce ma, curiosamente, un braccio era staccato dalla croce e penzolava verso il basso.
Ho pensato che potesse rappresentare una deposizione, ma non ricordo iconografie simili.
Inoltre in basso tre spade incrociate e, soprattutto, una piccola figurina alzava le braccia al cielo, verso il crocifisso.

Povere valli piene di villici ignoranti! manco capaci a fare un crocifisso… e poi riempirlo con simboli così strani, chissà, qualche contaminazione culturale con qualche munsù villeggiante from Turin…
Così presa qualche foto me ne sono andato scrollando le spalle.
Tuttavia la cura di esecuzione del manufatto e l'attenzione con cui ho visto tracciate le figure umane avevano lasciato in me una qualche incertezza e curiosa inquietudine.
Scendendo da Bracchiello, andando verso Voragno e prima di arrivare alla vasca dell'acquedotto un altro pilone sulla strada attirava l'attenzione, a questo punto già messa in allerta.

Questa volta un pilone quasi diroccato, in uno stato di conservazione purtroppo pessimo.
Sopra al pilone una sfera bianca probabilmente di pietra, forse con un disegno (sembra un gufo… ) su un lato.
Sopra alla sfera una croce… fatta con ferro d'armatura!

Diventa obbligatorio fermare l'auto e andare a curiosare. Anche qui mi avvicino per fare qualche foto e mi stupisco.
Ancora il crocifisso fatto di tondino.
Ancora un braccio staccato dalla croce!

Quindi non si tratta di villica 'gnuranza: c'è un disegno, un progetto dietro queste rappresentazioni.
Ho un discreto bagaglio di rappresentazioni iconografiche religiose, ho girato parecchio l'Italia e non solo a cercarne; ma non ho mai visto nulla di simile.
Bella immortal benefica rete ai trionfi avezza!
(Ehm… m'è partito l'embolo ambrosiano)
E' bastata una ricerca online per scoprire che quella è la rappresentazione della visone mistica di Bernardo da Chiaravalle, documenttata dall'Exordium Magnum Cisterciense di Corrado di Eberbach: nientepopodimeno, altro che ignoranti... l'ignorante sono io.
In questa visione il santo in preghiera è in tale comunione con il Cristo crocifisso che Lui stacca un braccio per abbracciare il santo (Si chiama il Cristo dell'abbraccio) che, a sua volta, alza le braccia per ricevere l'abbraccio.
Ecco la figurina in basso, con le braccia alzate!
Quindi ho cercato un filo.
La mente è andata all'abbazia di Chiaravalle della Colomba in cui San Bernardo è statp abate: è in Lombardia e vederla netta e limpida stagliarsi nel cielo è un tal riposo dell'anima che, mi raccomando, andateci.
La cappella di Bracchiello e dedicata ai santi Filippo e Giacomo e... a san Bernardo, la festa si celebra la terza domenica del mese di agosto: san Bernardo, tutto torna.
Cercando un po' di informazioni scopro che mentre la dedica a Filippo e Giacomo è molto antica (due santi molto diffusi dalle nostre parti) di quella a Bernardo si ha notizia dal 1711.
Proprio in quegli anni Bracchiello ò stata abitata da lombardi venuti da queste parti per lavorare le miniere di Crosiasse (uno di questi è protagonista del mio Giuan Bracèl - la leggenda della scala di Voragno) quindi è probabile che proprio loro abbiano portato il culto di san Bernardo.
Scopro inoltre che alla Abbazia della Novalesa c'è n'è una versione seicentesca (in questo caso entrambe le braccia si abbassano); e sappiamo quanto fossero fertili gli scambi pittorico-culturali con quella zona nei tempi passati.
Su chi abbia inoltre tramandato la sua visione mistica e l'abbia trasposta in materia, pure non ne so nulla.
Sul perché io avendoci vissuto dieci anni non ne abbia mai saputo niente ho in testa il più fitto mistero; penso sia stata la mia disattenzione a non farmi cogliere questi concetti.
Sono certo che qualcuno ne sa molto più di me: chiedo aiuto!
Sarebbe bello che, per la festa di san Bernardo prossima, quello che per me è un mistero venisse alla luce.