Aspetti simbologici del covid-19

La pandemia da coronavirus è un evento unico ed importante nella storia dell'uomo;  può essere utile per i curiosi perditempo una indagine sugli elementi simbolici che la caratterizzano.
Mi rendo conto che il tentativo maldestro di penetrare in queste profondità sia approssimativo e dilettantistico; tuttavia le ricerche infruttuose in questa direzione spingono verso un approccio che, per quanto incauto e appena accenato, potrebbe essere di stimolo verso coloro che cotanto senno saranno invece capaci di mettere nell'intrapresa, e che leggerò volentieri.

/Questo articolo ha gereato qualche commento che accolgo nella pagina https://www.losero.net/coronavirus-i-mostri-l-inconscio-le-donne.html)

Pescare a piene mani dai simboli.

Parlare oggi di simboli è quanto mai difficile; nonostante il bell'avvio della psicologia del profondo e la sua commistione con gli ancestrali bisogni religiosi dell'uomo dei primi del novecento non c'è stata, a mio conoscere, una evoluzione che ci metta a disposizione strumenti di studio nè tanto meno una grammatica del simbolo in grado di dipanare il groviglio di significati che da questa pandemia si sviluppa.
E' mio particolare convincimento (non sono, per mia salute, solo in questa visione) che l'uomo si sia evoluto fino a metà del tredicesimo secolo, fino più o meno a Dante; di lì in poi è cominciata una discesa che ci ha portato all'attuale imbarbarimento delle coscienze.
Nella riconosciuta tetrade della psicologia del profondo se dovessimo analizzare l'evoluzione dell'uomo potremmo dire che da quel periodo in poi ha sviluppata la funzione pensiero a detrimento della funzione sentimento, o in altre parole ha guadagnato in testa e ha perso in cuore; ne sia testimonianza l'evoluzione scientifica da Galileo ai  nostri tempi e la corrispondenza involuzione dell'influsso numinoso del religioso e del sacro, tanto che l'aggettivo 'simbolico' è passato da definire la potenza di una rappresentazione a qualcosa di men che vero, verso ciò che è 'puramente simbolico', cioè che non vale niente.
Anche in questo caso, come in una riflessione precedente, faccio quindi a meno di ciò che il mio tempo può dare ed attingo a piene mani al sapere ispirato da altri tempi; mi sia benevolmente perdonata questa 'beata ignoranza' da chi vuole proseguire la lettura a favore della curiosità che una prospettiva diversa può stimolare.

La potenza immaginifica del coronavirus

La pandemia da coronavirus ha una potenza libidica enorme, entra prepotentemente nella mente di tutti e cambia il modo di pensare; ovviamente ne è complice la modalità dell'informazione che ne completa il quadro; al netto di tutte le suggestioni di eterogenesi della pandemia che non trovano posto in queste riflessioni.
Questa potenza libidica viene generata da un morbo contagioso, ovviamente involontariamente contagioso; una potenza che non dipende dal conscio, dal conosciuto, dal controllabile ma sorge dalle regioni dell'incontrollato, del profondo, dello ctonio e dell'inconscio; ha la potenza e la suggestione del terremoto, è una scossa tellurica della salute comune.
Come ogni fenomeno di questo tipo non passa indenne nelle persone ma le cambia; sia chi ne è direttamente coinvolto come colpito o addetto ai colpiti, sia chi si trova a passare giorni tranquilli in casa. Tutti verremo cambiati da questo fenomeno, anzi tutti siamo già cambiati grazie a questo morbo; è un agente di cambiamento dell'umanità. Così come una malattia, un incidente o una disgrazia possono cambiare una persona così questo morbo cambia popolazioni intere.
Una potenza tale con un effetto così grande ha avuto una genesi che per molti sarà dovuta al caso o al saccente intrigo dei potenti; mi tengo al netto dell'uno e dell'altro per dare credito a ciò che sappiamo, perchè è questo ciò che ha effetto nel cambiamento.
Penso cioè che chiunque immagini che nasca dal caso verrà travolto da questo uragano e ne uscirà stravolto dalla casualità in cui è caduta la propria vita, così come chi si vota alla causa del complotto ne uscirà con le ossa ancora più rotte dalla potenza che agenti esterni esercitano su di lui; chi indaga sulle cause conosciute come chi scrive... non so bene come ne uscirà, ve lo dirò tra qualche tempo.

Una storia di vampiri? No, istinti d'oriente.

Questo virus un tempo non esisteva; è nato. Questo è un dato di fatto: il virus ha una data di nascita. O meglio, una data in cui ha iniziato ad infettare l'uomo; magari molti altri virus pericolosissimi esistono ma, non infettando l'uomo, non ce ne importa un granchè.
Quindi ha avuto una nascita, una manifestazione, o meglio una epifania: si è mostrato al mondo, ha fatto la sua comparsa; nel 2019, com'è nel suo nome.
Penso abbia una forte valenza simbolica il come è comparso: da animali.
Visitando la bellissima abbazia di Staffarda sono stato affascinato dalle migliaia di chirotteri studiati e custoditi in alcune delle sale del complesso, con tanto di telecamere per osservarli; ma mai avrei pensato che sarebbero diventati i protagonisti di una storia così grande, tanto da meritare un posto in luogo così sacro.
I chirotteri, o pipistrelli, grazie alle loro caratteristiche sono tra gli esseri viventi quelli che possono ospitare nel corpo più virus resistendo loro, agendo quindi come incubatori di migliaia di tipi diversi di agenti patogeni.
L'infezione verso l'uomo non avviene direttamente; non sono cioè i pipistrelli ad infettare l'uomo ma c'è un passaggio in un ospite intermedio; nel caso del COVID-19 un serpente o un pangolino, da cui poi è passato all'uomo.
Lascio ai curiosi l'interessante lettura degli articoli con le dimostrazioni delle sequenze genomiche passate da un animale all'altro; in particolare sono interessanti una pagina di scientific american,https://www.scientificamerican.com/article/how-chinas-bat-woman-hunted-down-viruses-from-sars-to-the-new-coronavirus1  ripreso da 'Le scienze' in Italia ed un articolo su Nature https://www.nature.com/articles/s41591-020-0820-9,, in cui viene quasi romanzata la storia della scoperta dei diversi passaggi e la dimostrazione che il coronavirus non può derivare dai laboratori batteriologici di Wuhan.
Come ultimo tassello, questa pandemia, come molte altre in passato nella storia dell'uomo, arriva dall'oriente; spesso dalla identica area geografica; che l'agente veicolante sia una spedizione di Marco Polo, una galea di una repubblica marinara o un cinese in viaggio di lavoro, la sostanza dell'agente veicolante non cambia.

Istinto, animali, oriente: queste le caratteritiche della genesi della pandemia da coronavirus.
Ognuno di essi ha un significato simbolico; i primi due sono fortemente correlati tra loro, il terzo viaggia a sè ad un livello più alto.

Il romanico fonte di conoscenza.

Chiunque abbia in qualche modo studiato il romanico conosce la valenza semantica delle forme dell'edificio religioso; non è il caso in questa sede di dilungarsi, ma il luogo in cui 'avvengono' le epifanie mistiche sono i luoghi di raccordo tra il materiale e lo spirituale, tra il quadrato ed il cerchio, cioè tra linee rette e linee curve, cioè ancora, fuor di metafora, nei capitelli delle colonne. Basta recarsi a sant'Orso ad Aosta o a Monreale a Palermo per avere i due massimi esempi in Italia; ma pievi, abbazie, cattedrali ovunque in Italia rifulgono di splendidi esempi.
Possiamo dividere i capitelli in tre grandi serie: quelli che rappresentano storie bibliche, quelli che rappresentano ornamenti botanici o geometrici, quelli che rappresentano animali.
Su questi ultimi voglio porre l'accento, perchè è di lì che può partire una analisi della simbologia del coronavirus, lì abbiamo le chiavi che ci consentono di disinnescare la bomba odierna, e quelle future, interpretandone il messaggio.

Gli animali vengono rappresentati in diversi  modi; quasi mai tali e quali, come in un trattato di zoologia; quasi sempre chimerici, mostruosi, doppi, fantastici. Il concetto di contrario e di doppio si presentano molto spesso; a questa parte andrebbe dedicato un approfondimento apposito, troppo lungo e complesso, ahimè, per stare nella mia penna; intrigante ed avventuroso, però.
La costruzione di un capitello, con le adatte idee e maestranze, era uno dei capitoli di spesa più impegnativi nella costruzione dell'edificio sacro; insieme al portale, anch'esso scolpito.
C'è quindi da chiedersi perchè si spendessero così tanti soldi per rappresentare animali fantastici. Spesso ho posto questa domanda ai testi che ho consultato; non ho mai ricevuto rispose esaurienti.
Certo ci sono alcuni testi importanti, come 'il fisiologo' (Il Fisiologo - A cura di Francesco Zambon Piccola Biblioteca Adelphi) o i capitoli di Guillaume Durand de Mende (Manuale per comprendere il significato simbolico delle cattedrali e delle chiese) sulla costuzione dele chiese, o il bellissimo De Champeaux (De Champeaux, Sterckx, I simboli del medioevo, Jaca Book, Milano 1981); ma non c'è risposta.
Se vi chiedete, ad esempio, perchè venisse scolpita una sirena bicaudata (la 'melusina' che m'è tanto cara) su un edificio religioso avrete molte risposte vaghe (lussuria, fecondità, peccato...) ma nessuna di esse vi chiarirà perchè il responsabile del progetto abbia voluto quel simbolo in quella posizione; ciò che è certo è che quell'animale fantastico è stato commissionato, scolpito e posizionato esattamente dove il progettista voleva che fosse, dove avesse senso.




Il doppio, agente del caos (Acquapendente - Cripta della basilica di san Secondo)



Il doppio  - San Michele Arcangelo, Foggia




Delfini dentati - Agente Sublimante - Aquasantiera del Duomo di Torino
Interpretazione simbologicaromanzo sulla possibile ispirazione



Melusina - Puy en Velay, Francia

Ancora: dobbiamo nettare il nostro pensiero dall'approccio scientifico-razionalistico odierno se vogliamo entrare nel simbolo e farci aiutare a capire il coronavirus.
Perchè tale approccio suggerirebbe una visione secondo la quale qualcuno, nel milleduecento più o meno, sapeva il significato di quel simbolo e quindi lo commissionò per scolpirlo; non penso affatto che fosse così, o non sempre.
Immagino che quel simbolo funzionasse, cioè veicolasse messaggi non esprimibili razionalmente ma che raggiungevano immediatamente il cuore delle persone ed il progettista, avendone avuta esperienza, faceva in modo di diffonderla.
Voglio chiarire con un esempio semplice: il simbolo astrologico del cancro, il granchio, è un animale che procede lateralmente; rappresenta il sole che, giunto al solstizio, non procede oltre ma torna verso posizioni più miti veicolando un messaggio insieme di bella stagione e di caducità del tempo, di ritorno e chiusura del cerchio, di saggezza nel giudicare il periodo bello dell'anno. Un granchio, ovunque rappresentato, anche in un altro contesto, porta con sè questi significati che raggiungono l'osservatore ben prima che la sua mente faccia un ragionamento.
A questo punto possiamo concludere che la rapresentazione simbolica porta con sè significati che vengono veicolati sotterraneamente, senza passar per la coscienza.

Un successivo passo consiste invece nel pensare all'animale di per sè: la rappresentazione di animali, e anche in questo caso ci viene incontro la psicologia del profondo con l'interpretazione simbolica onirica, è legata all'istinto; quando si rappresenta un animale si vuole rappresentare una forza primitiva, arcatica, involontaria, potente; quasi come un virus pandemico.
La presenza di leoni alla guardia dei portali romanici con la funzione di guardiani di soglia questo ci vogliono dire: attento che entri in un luogo sacro ed è il tuo stesso istinto a farti indossare un comportamento adeguato; questo forse uno dei concetti meno chiari; i leoni non sono altro da me che obbligano al rispetto, ma sono una mia parte che sveglia la coscienza ad un atteggiamento adeguato.
Ovviamente ogni animale ha le sue caratteristiche; dalla purezza della colomba al coraggio del leone, alla perfidia dello strisciante serpente; abbinato ad una categoria dell'inconscio fornisce una interpretazione simbolica interessante delle forze scolpite nella pietra e sempre agenti.

E' necessario approfondire ancora il discorso per arrivare al coronavirus.
Le rappresentazioni di animali, così come citate finora, possono essere valide quando sono rappresentati da soli o come elementi di accompagnamento o all'interno di un quadro nelle epoche successive; raramente nei capitelli romanici ci sono animali 'semplici'.
Più spesso esiste la rappresentazione di animali 'impossibili', di animali mostruosi, o di animali chimerici; tutti rappresentano categorie inesprimibili dai canoni intellettuali classici, e per questo veri simboli perennemente attivi.
Tra i primi si possono citare i 'doppi', animali con due corpi ed una sola testa, ben rappresentanti la dualità insita nell'uomo; a volte, più palesemente, vengono rappresentati due animali dentro la testa di un uomo o che insistono su di essa, per esprimere concetti come la dualità, il dissidio, il conflitto di doveri.




Pensieri contrapposti, Sacra di San Michele, San Michele della Chiusa (TO)


Quando un animale, cioè un istinto, diventa un mostro è autoesplicativo: ha raggiunto dimensioni abnormi, l'istinto si è gonfiato così tanto da esplodere in forme esagerate.
Dei terzi, delle chimere, ci sarebbe di dire di più; sono animali fantastici composti da due entità, e possiamo suddiverli tra quelli che hanno una parte di uomo, o di donna, e di quelli che invece sono rappresentati da due diversi animali; solitamente la distinzione è sotto/sopra, ad esempio il centauro che su un corpo ragionante di uomo innesta un istinto potente e fantastico di cavallo: o della citata melusina che ad una parte cosciente ed esteriore di donna associa la sensibilita e sensualita acquatica delle code aperte ad esprime il concetto femminile di coppa accogliente, rette dalle mani (dalla parte conscia).

Particolare del coro dell'abbazia di Staffarda conservato a Torino, Palazzo Madama
Chimera di uomo che porta sul dorso una donna

Dai pipistrelli ai serpenti all'uomo, con lo zampino del diavolo.

A questo punto, armati delle suggestioni precedenti, possiamo affrontare un virus che nasce dai pipistelli, passa nei serpenti, ed arriva all'uomo dall'oriente.
Qualcuno penserà a questo  come ad un gioco da ragazzini intellettualoidi quando là fuori c'è chi combatte una guerra.
E' vero. Ma quante guerre sono state combattute senza che ci fosse realmente un motivo, scoprendolo solo col senno di poi? Continuiamo.

Quando mi si parla di pipistrelli, come a molti, dapprima mi si rizza il pelo; nell'immaginario collettivo sono animali da brividi, associati ad una iconografia lugubre.
Il mio pensiero va dapprima ad alcuni animali mostruosi scolpiti nel portale della Banca nazionale del Lavoro in via Alfieri a Torino, su quel fantastico portale scolpito in una notte a Parigi (la leggenda...); esseri che attornano nientemeno che il diavolo dalla cui bocca escono serpenti d'oro che formano il battente... provate ad andarci e a prenderli in mano, scoprirete la forma dei simboli.



Banca nazionale del Lavoro - Torino - Portone.
Si notano gli strani esseri alati ai lati.


Battente del portone della Banca Nazionale del Lavoro - Torino.
La fotografia è stata scattata quando il portale è stato imbrattato di vernice rossa.
 

Alle origini del coronavirus c'è un pipistello; topo e uccello insieme, sensibilissimo (un sonar), resistente al male. Il topo, infimo tra gli esseri strisciante nelle fogne e veicolo della peste, e l'uccello, l'animale più libero che vola nel cielo, uniti in un unico corpo; una simbologia potente, non c'è dubbio, com'è potente il virus che da questo doppio corpo ha avuto nascita, è stato partorito da un'incrocio tra la terra e il cielo, una differenza di potenziale (eh, si, ho studiato elettrotecnica, ne son perito) enorme che genera una scarica, un fulmine, capace di generare fenomeni nuovi; non è così che è nata la vita, con una scarica elettrica in un ambiente inerte che ha generato i primi aminoacidi, come ha dimostrato l'esperimento di Miller del 1958? O è stata la mano di Dio? Boh, non ricordo.
Ci resti, a questo punto, l'innegabile potenza simbolica del pipistrello-viriparo; che a pensarci, la radice vir- vale per il virus e per l'uomo. Innegabilmente intrigante.
Quindi questo 'potente' pipistrello è una sorgente forte della pandemia; già animale di per sè significativo, è spesso utilizzato per simboleggiare le forze del male, dell'oscurità, dell'istinto e del proibito.
Tanto che nell'arcano XV dei Tarocchi (altra fonte inesauribile di conoscenza, ignorata dagli ignoranti) la nostra esplorazione riceve ulteriori suggestioni.
L'arcano maggiore XV è il diavolo; naturalmente rappresenta le forze del male. Ovviamente chi sa interpretare i tarocchi le legge un po' come in astrologia si legge Saturno: è il male che cambia le cose, che costringe al cambiamento.
Ha ali di pipistrello, a conferma del legame tra l'animale ed il male.
Tiene legata una coppia con una catena/corda, forse hanno anche le mani legate, a significare come il male inchiodi le persone, le obblighi ad atteggiamenti che non avrebbero in libertà; i correnti arresti domiciliari al tempo del corinavirus ne siano una summa, ed a questo punto un approfondimento sul concetto di dio legatore  di Mircea Eliade, sul potere dei nodi e del fascino dello shibari rappresenterebbero un approfondimento, intrigantissimo, a parte.
Non ha un sesso definito, o meglio, forse è femmina perchè ha i seni; ma indossa uno strapon; quindi in un modo o nell'altro è ermafrodita, mescola i sessi, evidenzia con il viso dipinto sulla pancia e con gli artigli le parti più nascoste, sopite, irricevibili dalla nostra società civile che ogni persona si porta dentro. Ha più di uno sguardo, anche sulle ginocchia, guarda la carnalità in pieno, non mente; ma ha un corpo azzurro, spirituale.
Sulla capacità di assorbimento del male ci si riporta ai pipistrelli:"il sistema immunitario dei pipistrelli è più tollerante ad «estraneità» presenti nel loro organismo rispetto ad altri sistemi immunitari" (intervista a David Quammen, autore di "Spillover", Adelphi 2014).
Il pipistrello-diavolo rappresenta la ribellione di tutto ciò che la nostra profonda umanità non ha espresso fino ad oggi, il volere liberarsi da tutti i vincoli che una civiltà perbenista e fondata sul profitto, ci impone; il virus che irraggia dal pipistrello rappresenta gli anticorpi di una umanità braccata che cerca di liberarsi. Essendo istinto, e non coscienza, lo fa in un modo primitivo, arcaico, animale e grezzo: uccidendo.

A questo punto risulta fin troppo semplice il passaggio dal serpente.
Che il diavolo si serva del serpente per arrivare all'uomo è una storia che da qualche parte abbiamo già sentito.
Sulla valenza del serpente come portatore di bene, invece, forse ci sarebbe daspendere qualche parola in più; sul serpente che viaggia basso, che sente la terra, sull'animale ctonio, che striscia nei sotterranei della nostra anima e che diventa il caduceo, il φάρμακον (phármakon) che guarisce i mali, ci sarebbe molto da scrivere.
Che il coronavirus si sia servito del serpente è un elemento suggestivo; dalla mela di Eva a Sir Biss questo animale ha sempre avuto un ruolo importante nel garantire al genere umano la libertà.

Per chiudere il quadro, consideriamo che il coronavirus arriva dall'oriente.
Come ho accennato nel citato scritto precedente l'andamento delle grandi epidemie dell'occidente è quasi sempre arrivato dall'oriente; anche in questo caso non mi interessa vedere (l'angusto?) aspetto scientifico perche non ne sono in  grado ma interrogarmi sull'aspetto simbolico.
Alcuni anni or sono una interessante mostra al Museo d'Arte Orientale di Torino aveva portato una serie di tappeti ed è stata l'occasione per studiare le strutture simboliche di questi veicoli mistici: la rappresentazione su un tappeto è una  guida verso l'illuminazione (rappresentata dal Kunlun, il mitico palazzo di Giada sul monte) e la preghiera, in un racconto (occhidimango) ne avevo romanzato il senso.


In particolare all'interno di un tappeto orientale vengono rappresentati draghi e porte; da esse, rappresentate sui bordi, si accede e si trovano dei draghi da affrontare, tipicamente sia le porte che i draghi sono uno o cinque o nove, rappresentanti il centro ed i punti cardinali
Quando si medita su di un tappeto, similmente al percorrere i lati di un chiostro, ogni lato ha una sua importanza; in questo momento ci interessa ciò che viene da  oriente; come si entra dalla porta di oriente, come si combatte il drago d'oriente, come si medita nel lato del chiostro ad oriente (nei chiostri cattolici è il lato del capitolo, inserito in una stanza a pavimento ribassato, perche tutti possano vedere chi guida).
Ad oriente sorge il sole, la luce, il Cristo; i templi cristiani hanno l'abside ad oriente perchè da lì sorge la luce, lì c'è la guida.
Ciò che viene da oriente ci insegna, ci illumina.

Concludendo

A questo punto ringrazio chiunque mi abbia seguito fin qui nella lettura simbolica  della pandemia del coronavirus COVID-19 del 2020.
Non resta che tirare le fila: la pandemia è una ribellione della parte più umana ch'è dentro di noi che attraverso il male ci guida al cambiamento.
Infine, non era necessario questo sproloquio di parole.

E' così semplice.
Italo Losero / marzo 2020






















 

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