la costruenda centrale idroelettrica di Balme

La centrale idroelettrica di Balme: cosa dicono i documenti

(Luglio 2026)

 

Perché scrivo questo testo

Ho particolarmente a cuore le centrali idroelettriche delle Valli di Lanzo; ho giocato e sciato (!!) da bambino vicino a quella di Chiampernotto, mi ha sempre affascinato quella di Pian Soletti, sono stato stregato dall'architettura di quella di Funghera, e tutto l'asse idraulico dal lago della Rossa fino al piano mi è sembrata un'opera notevole e a basso impatto ambientale.


Santa Cristina e, sullo sfondo, la centrale idroelettrica di Pian Soletti

 

Sono favorevole all'idroelettrico, anche a Balme; ma ciò non significa che lo sia ad ogni costo.

Le energie rinnovabili mi interessano da tempo, e non per moda: mi sembra chiaro che la transizione energetica sia una necessità, non un'opzione da tifare o da contestare a prescindere. Per questo, quando ho saputo del progetto idroelettrico a Balme, ho fatto la cosa più ovvia: ho chiesto informazioni, non per oppormi a priori ma per capire l'impatto reale sull'ambiente.

Mi è stato risposto, più o meno, di guardarmi i documenti della giunta.

L'ho fatto. Ho cercato i documenti nella sezione 'atti' di vallidilanzo.info cercando per 'idroelettrico': spunta anche un link verso Lemie.

 

 

Qui scrivo quello che ho trovato, con la fonte scritta accanto a ogni citazione o dato, perché è l'unico modo che conosco per distinguere un fatto da un'opinione.

Ho utilizzato il sistema vallidilanzo.info per trovare i documenti, perchè dal sito del comune erano difficilmente accessibili; ciò che scrivo deriva direttamente da quei documenti che, naturalmente, posso avere male interpretato e quindi chiedo venia in anticipo se i miei quattro neuroni rimasti hanno travisato i contenuti.


Di cosa si tratta

Una società di Torino, Alpen 2.0 S.r.l., vuole costruire una centrale idroelettrica che userà l'acqua del Torrente Stura di Ala, interamente nel territorio del Comune di Balme. Il progetto si chiama "Ciavanette" e l'investimento previsto è di 10 milioni di euro (Verbale Consiglio Comunale n. 38, 19/12/2025).

Il progetto viene da lontano:

  • Nel 2012 era in mano ad altre due società (Ronc S.r.l. e Cogeis S.p.A.);
  • si era bloccato perché mancava una soluzione valida per collegare l'impianto alla rete elettrica nazionale;
  • anni dopo Alpen 2.0 è subentrata, riscrivendo gli accordi da zero.

(Convenzione Alpen 2.0 – Comune di Balme, premesse)


Le date importanti

  • 19 dicembre 2025 — il Consiglio Comunale discute il progetto e rinvia la decisione, con l'accordo di tutti i presenti (Verbale CC n. 38, 19/12/2025).
  • 12 marzo 2026 — tre consiglieri (Canavesio, Berardo, Calza Cita) presentano un'interrogazione ufficiale per chiedere chiarimenti sulla fondazione di cui parlo più avanti (Interrogazione prot. 297, 12/03/2026).
  • 27 aprile 2026 — il Consiglio Comunale approva la Convenzione con 6 voti a favore, 1 contrario e 1 astenuto; un consigliere esce dall'aula prima del voto dichiarandosi contrario (Verbale CC n. 8, 27/04/2026).

Quanto guadagna il Comune

Ci sono due canali di pagamento, ed è bene distinguerli perché seguono logiche diverse.

Il primo è un canone fisso: 2.500 euro all'anno, indicizzati Istat, riconosciuti per l'uso dei terreni comunali per tutta la durata della concessione. È una cifra che non cambia in base a quanto produce davvero la centrale (Convenzione, Art. 3). Non sono l'unico ad averlo notato: il consigliere Calza Cita ha messo per iscritto la proposta di legare almeno una parte del canone ai megawattora effettivamente prodotti, con un minimo garantito (Verbale CC n. 8, 27/04/2026).

Il secondo è il 3% dei proventi annui dalla vendita dell'energia — il massimo consentito dalla legge per le compensazioni di questo tipo di impianti (Convenzione, Art. 3; D.Lgs. 387/2003 art. 12). Questo importo, però, non entra nel bilancio del Comune: viene versato a una Fondazione appositamente costituita, per una cifra che l'assessore Quaranta ha stimato in oltre 2 milioni di euro nell'arco della vita dell'impianto (Verbale CC n. 8, intervento assessore Quaranta).


La Fondazione: chi comanda davvero

Ho voluto capire una cosa semplice, cioè chi faccia effettivamente parte di questa Fondazione, perché lo statuto allegato ne parla in termini piuttosto generici. La risposta è scritta a verbale: alla domanda diretta del consigliere Canavesio, il Sindaco e l'assessore Quaranta hanno risposto che i soci saranno "il Comune di Balme e la azienda promotrice del progetto in esame, Alpen 2.0" (Verbale CC n. 8, 27/04/2026).

In pratica, quindi, il soggetto che versa il denaro e il soggetto che, insieme al Comune, decide come impiegarlo sono in buona parte la stessa entità economica — anche se il Comune mantiene un diritto di veto su ogni decisione dell'Assemblea (Statuto Fondazione, Art. 11). Non dico che questo sia scorretto di per sé, ma è un punto che avrei voluto veder discusso più a fondo, e nei verbali a mia disposizione non trovo un approfondimento specifico su questo assetto: aiutatemi a capire meglio.

C'è poi un dettaglio di metodo che vale la pena segnalare: il parere tecnico favorevole sulla delibera è firmato da Scatolero Alberto in qualità di "Responsabile del Servizio" (PARCC002-2025-00038; PARCC002-2026-00008), lo stesso Scatolero Alberto che, come Sindaco, presiede il Consiglio e sostiene politicamente il progetto. Nei piccoli Comuni è normale che una persona ricopra più ruoli, e emno male che qualcuno se ne prende briga; resta però un'informazione che i valligiani dovrebbero poter trovare facilmente, senza doverla scovare incrociando due allegati diversi.


L'ambiente: cosa dice davvero la Convenzione

Questa è la parte che mi interessa di più, ed è anche quella su cui i documenti sono più vaghi.

La Convenzione parla di "rinaturazione del corso d'acqua" nel tratto usato dalla centrale, ma lo fa con questa formula esatta: la misura vale "per quanto suggeribile e praticabile sulla base di una specifica ricognizione tecnica finalizzata" (Convenzione, Art. 3). Tradotto: non è un impegno numerico, non ci sono soglie di portata da rispettare né periodi dell'anno specificati in cui la misura si applica.

Le altre misure previste — un centro visite con bagno pubblico, un sentiero valorizzato lungo la condotta, un cavidotto per fibra ottica e videosorveglianza a disposizione del Comune (Convenzione, Art. 3) — sono utili, probabilmente, ma restano opere turistiche e infrastrutturali, non misure ambientali in senso stretto.


Manca ancora un documento fondamentale, e vale la pena spiegare perché

Il documento in questione è lo Studio di Impatto Ambientale (SIA). La Convenzione stessa lo definisce ancora "in corso il perfezionamento... ai fini dell'iter istruttorio-autorizzativo presso Città Metropolitana di Torino" (Convenzione, Art. 4).

Questo studio non è un adempimento burocratico qualsiasi: è il documento tecnico che dovrebbe stabilire, con dati idrologici reali, quanta acqua serve lasciare nel torrente perché l'ecosistema fluviale — pesci, vegetazione ripariale, equilibrio del corso d'acqua — non venga compromesso dalla derivazione. È lì che si definisce il cosiddetto deflusso minimo vitale, cioè la portata minima che deve continuare a scorrere a valle della presa anche quando la centrale preleva acqua per produrre energia. Senza questo dato, nessuno — né il Comune, né i cittadini, né i pescatori che se ne preoccupano — può sapere davvero cosa resterà della Stura d'estate, quando le portate sono già naturalmente più basse. È esattamente per questo che l'autorizzazione a costruire e a esercire l'impianto passa da Città Metropolitana di Torino, ente titolare della procedura, e non può essere sostituita da un accordo economico tra Comune e società proponente.

Il Sindaco ha citato in aula, come elemento di garanzia, la presenza di Legambiente in Conferenza dei Servizi (Verbale CC n. 38, 19/12/2025), ma tra i documenti che ho potuto consultare non ho trovato un parere scritto a supporto di questa affermazione: se esiste, fatemelo sapere, sarebbe utile renderlo pubblico e potrebbe essere una buona garanzia sulla qualità dei lavori.


Le domande dei consiglieri, ancora senza risposta scritta

Nella seduta del 19 dicembre 2025 alcuni consiglieri hanno posto obiezioni piuttosto precise, che riporto nei loro termini esatti perché, che io abbia capito, a verbale non risultano risposte puntuali.

Il consigliere Tessiore ha detto che si parla "solo di ritorno economico e non dell'impatto ambientale sul territorio, come la diminuzione dell'acqua nella Stura, di cui sono preoccupati i pescatori" (Verbale CC n. 38, 19/12/2025), posizione condivisa a verbale dalla consigliera Castagneri Apollonia. Il consigliere Canavesio ha invece chiesto, senza ottenere risposta scritta:

  • quanti turisti saranno davvero interessati a visitare una centrale idroelettrica;
  • dove finiranno le terre scavate durante i lavori;
  • quanta acqua resterà nel torrente Stura durante l'estate.

(Verbale CC n. 38, 19/12/2025)


In sintesi

DomandaRisposta trovata nei documenti (se diverso, chiaritemelo)
Quanto riceve il Comune ogni anno?2.500 € fissi, indicizzati
Chi gestisce il 3% dei guadagni?Una Fondazione, co-fondata da Comune e Alpen 2.0
Le misure ambientali sono precise?No, formulazione condizionata, senza numeri
Lo studio di impatto ambientale è pronto?No, ancora in corso presso Città Metropolitana di Torino
Quanta acqua resterà d'estate?Non risulta una risposta scritta
Dove andranno le terre di scavo?Non risulta una risposta scritta

Conclusione

Non scrivo questo per dire che la centrale non si debba fare: le rinnovabili servono, e un investimento da 10 milioni di euro non nasce per capriccio. Lo scrivo perché a una domanda semplice — quale sarà l'impatto reale sull'ambiente — la risposta che trovo nei documenti pubblici è ancora "lo sapremo quando lo studio sarà finito", mentre l'accordo economico è già stato approvato e il canone è già fissato. Mi sembra un ordine invertito delle cose, e credo di poterlo dire restando sempre dentro i fatti citati, con le fonti a fianco — che è tutto quello che ho chiesto fin dall'inizio.

 

Ho sbagliato qualcosa? Mancano documenti?

Lo spero, per favore chiaritemelo.


Fonti

  1. Convenzione Alpen 2.0 S.r.l. – Comune di Balme (bozza), Prot. 0001508 del 12/12/2025, con Statuto della Fondazione allegato
  2. Interrogazione consiliare gruppo "Balme 24" (Canavesio, Berardo, Calza Cita), Prot. 0000297 del 12/03/2026
  3. Risposta del Sindaco Scatolero all'Interrogazione, Prot. 297 del 12/03/2026
  4. Intervento dell'assessore Tullio Quaranta al Consiglio Comunale del 27/04/2026, punto 6 o.d.g.
  5. Verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale n. 38 del 19/12/2025 (rinvio)
  6. Verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale n. 8 del 27/04/2026 (approvazione)
  7. Proposta di Consiglio Comunale — Parere art. 49 D.Lgs. 267/2000, PARCC002-2025-00038, Balme 19/12/2025, firmato Scatolero Alberto
  8. Proposta di Consiglio Comunale — Parere art. 49 D.Lgs. 267/2000, PARCC002-2026-00008, Balme 16/04/2026, firmato Scatolero Alberto
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